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#Mps non finisce di stupire: a 50 giorni dall’aumento di capitale il titolo perde il 30%

La banca per ora è salva. Quei 5 miliardi incassati con l’aumento di capitale degli azionisti di Mps hanno permesso di rimpolpare il capitale portandolo a 12 miliardi.

La banca di Siena è pronta a superare l’esame della Bce in autunno. L’istituto non è collassato solo grazie alla fiducia reiterata dei suoi soci grandi e soprattutto piccoli, dopo la forte discesa nell’azionariato della Fondazione Mps.

Ma quella fiducia ha un costo salato. E non si sa quanto tempo occorrerà per recuperare le perdite subite in Borsa dai suoi azionisti. Sono passati poco più di 50 giorni dall’ultima massiccia ricapitalizzazione e già gli azionisti contano le perdite sul titolo.

Mps è sceso di oltre un 30% dal prezzo dell’azione post-aumento. Il titolo viaggia infatti attorno a un euro contro 1,53 euro dei primi di luglio. Un’altra doccia fredda per i piccoli azionisti di Mps che hanno già patito una lunga sequela di perdite.

Tanto per un confronto Mps è caduta del 30% in poche settimane, ma il bilancio a un anno è impietoso. Mps ha lasciato sul campo quasi  un terzo del suo valore, mentre altre banche sono salite: Intesa +35% a un anno; Ubi banca +43%; Banco Popolare + 24%.

Un andamento come si vede opposto al resto delle banche italiane. C’è poco da stupirsi. Tra le principali banche italiane Mps vanta la peggiore qualità del suo attivo. Con i crediti deteriorati netti che valgono tuttora, anche dopo l’aumento,  quasi il doppio del suo capitale. C’è poco da stare allegri.

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  • Fabio Pavesi |

    Caro daniele, vero la matematica non è un’opinione. Dato che a fine aumento di capitale le azioni avevano valore di 1,55 euro, il calo è stato di oltre il 30%. Poi possiamo andare avanti a confrontare o a calcolare a ritroso. Come ho scritto su Mps rispetto ai big bancari ha un andamento divergente pressochè costante. Per farla breve come investimento su un titolo bancario si è rivelato un flop colossale. Del resto come credo lei sappia molto bene (basta guardare conto economico e stato patrimoniale) Mps ha il profilo più deteriorato. Del resto è stata l’unica banca italiana a ricorrere in modo massiccio ai Monti bond. Sappiamo tutti che è figlio della dissennata gestione Mussari-Vigni. Peccato che Vigni sia stato pure ben liquidato moneteriamente. Dovrebbe augurarsi che l’azione di responsabilità vada avanti. Quanto alle sorti del dell’investimento mi pare ci sia poco da dire. Penso a molti senesi, dipendenti e clienti che hanno supportato la banca investendo sui suoi titoli. Non credo ci sia da essere molto contenti. Ma la colpa non va data alla cattiva stampa ma a chi ha gestito per anni in modo così scriteriato la banca. Cordiali saluti fabio pavesi

  • Daniele |

    Buon giorno,
    mi preme farLe notare che la matematica non è una opinione…
    Il titolo BMPS al 30/06 quotava 1,415 quindi ad oggi ha una performance negativa pari al-25%, nello stesso periodo la Popolare di Milano ha perso poco più del 16,5%, l’unico titolo bancario che ha sovraperformato il nostro indice (che ha fatto un -8% circa) è l’azione di Banca Intesa.
    Questo ovviamente non cambia di tanto la sostanza dei fatti, però sarebbe più corretto contestualizzare i fatti (generale correzione dei mercati)e non “taroccare” i dati a proprio uso e piacere.
    E’ vero che BMPS ha il problema della qualità degli attivi ed una redditività penalizzata non ultima anche da questo fattore, ma anziché sparare sulla “Croce Rossa” sarebbe meglio enfatizzare la iniezione di fiducia che tutti gli azionisti hanno dato al management della Banca investendo ancora sulle sue azioni attraverso l’aumento di capitale.
    Mi preme ricordarLe che l’eventuale fallimento e/o nazionalizzazione di BMPS sarebbe pesato sulle tasche di tutti i cittadini, non ultimo anche Lei, quindi credo che per il momento non possiamo che ringraziare chi ancora ha investito su questa Banca, ricordare loro che ci stanno rimettendo di nuovo tanti soldi non rende merito al sacrificio che hanno fatto.

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