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La Grande Crisi atto primo: Ecco tra i big chi l’ha passata indenne e chi è stato travolto

 

Se avessero avuto a che fare solo con il mercato italiano sarebbero stati dolori. Con il Paese prostrato dalla “Grande Crisi” dal crac Lehman in poi, e ora di nuovo in recessione, la crescita sarebbe stato un obiettivo irraggiungibile così come la tenuta della redditività.

Per fortuna i big dell’industria italiana lavorano da tempo sui mercati internazionali e la “Grande Crisi” si è vista poco. Almeno per molti di loro. Questo emerge dal quadro d’insieme tratteggiato da R&S Mediobanca sui 50 gruppi quotati italiani e che ripercorre gli anni dal 2009 al 2013. Gli anni bui che però vedono emergere molti punti d’eccellenza.

I primatisti della crescita

Ci sono realtà ad esempio che hanno visto crescere fortemente il fatturato totale nel quadriennio. Tra i primatisti della crescita ecco Brembo che ha visto incrementare i ricavi dal 2009 al 2013 dell’89%. Anche Campari non ha smesso di crescere: fatturava un miliardo nel 2009, a fine del 2013 i ricavi hanno toccato quota 1,5 miliardi.

Altri forti corridori sul sentiero della crescita sono stati il colosso degli occhiali Luxottica che ha visto salire i ricavi del 43% nel quadriennio.

Numeri da record soprattutto per Prada: il marchio del moda ha più che raddoppiato il fatturato. A fine 2013 era di 3,58 miliardi a fronte di 1,56 miliardi della fine del 2009.

Crescita sostanziosa e a due cifre anche per Tod’s; Recordati e Prysmian. In difficoltà e in chiaro rallentamento invece gli operatori concentrati in Italia, in un mercato concorrenziale o in forte contrazione.

Chi decresce

È il caso ad esempio di Telecom Italia che ha perso oltre il 13% del fatturato dal 2009 al 2013, cumulando tra l’altro perdite per 2,4 miliardi. Male Rcs (-40% i ricavi con oltre 1,1 miliardi di perdite) e Finmeccanica (-11,8% i ricavi con 2 miliardi di perdite nel quadriennio).

La redditività

Tra i grandi produttori di utili ai primi posti i colossi pubblici energetici.  Eni ed Enel hanno sfornato insieme in  4 anni la bellezza di 48 miliardi di profitti netti. Terna ha prodotto utili per 2,8 miliardi. La pattuglia dei grandi gruppi privati che hanno inanellato forti utili annovera Prada (2 miliardi tra il 2009 e il 2013); Pirelli (1,2 miliardi); Luxottica (2,2 miliardi). Con una redditività sul capitale (Roi) a fine 2013 assai superiore alla media, che è rimasta comunque elevata attorno al 10%, troviamo Prada (31%); Tod’s (23%); Recordati (20%); De’ Longhi (20%); Astaldi (16%) e Brembo (15%).